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BRANDING / METODO

Analisi del brand e Prisma di Kapferer

Un brand non si analizza soltanto osservando logo e comunicazione. Serve capire che cosa rappresenta, quali segnali produce, come viene percepito e quali elementi devono rimanere coerenti nel tempo.

analizzare un brand

Analizzare prima di riprogettare

Quando un brand non sembra più rappresentare l'impresa, la tentazione è spesso partire dalla grafica.

Nuovo logo.

Nuovi colori.

Nuovo sito.

Ma il problema può essere più profondo.

Prima serve capire:

L'analisi serve a evitare che il rebranding diventi una semplice sostituzione estetica.


Che cosa analizziamo in un brand

Possiamo osservare almeno cinque livelli.

1. Impresa

Storia, cultura, competenze, strategia, organizzazione.

2. Offerta

Prodotti, servizi, vantaggi, prove e differenze.

3. Identità

Nome, visual, tono, messaggi, comportamenti.

4. Mercato

Target, concorrenti, alternative, codici di categoria.

5. Percezione

Ciò che clienti, prospect, dipendenti e stakeholder associano realmente al brand.

Il valore dell'analisi nasce dall'incrocio tra questi livelli.


Brand Identity e Brand Image

La distinzione è fondamentale.

Brand Identity

È ciò che l'organizzazione definisce e costruisce per rappresentare il brand.

Brand Image

È ciò che il pubblico percepisce.

Le due dimensioni non coincidono automaticamente.

Un'impresa può voler essere percepita come innovativa e risultare invece complessa o tradizionale.

Può voler comunicare vicinanza e risultare impersonale.

Può possedere competenze molto elevate che il mercato non associa al suo nome.

L'analisi cerca di comprendere la distanza tra identità desiderata e percezione reale.


Il Prisma di Kapferer

Il Brand Identity Prism di Jean-Noël Kapferer è un modello utile per analizzare l'identità di marca attraverso sei dimensioni tra loro collegate.

Non è un test e non produce automaticamente una strategia.

Serve soprattutto a porre domande strutturate.

Le sei dimensioni sono:

1. Physique 2. Personality 3. Culture 4. Relationship 5. Reflection 6. Self-image


1. Physique — gli elementi riconoscibili

Riguarda gli elementi concreti e immediatamente associabili al brand.

Possono essere:

Domanda:

quali segnali rendono il brand riconoscibile prima ancora di spiegarlo?

Nel B2B il physique può comprendere anche:

Non deve essere ridotto soltanto al logo.


2. Personality — il carattere del brand

Se il brand fosse una persona, come si comporterebbe e come parlerebbe?

La personality può emergere da:

Questa dimensione aiuta a evitare brand che cambiano personalità a seconda del canale.

LINK: /branding/brand-e-tone-of-voice.html


3. Culture — il sistema di valori

La cultura riguarda principi e convinzioni che guidano il brand.

Non coincide con una lista generica di valori scritta sul sito.

Dovrebbe emergere da:

Domanda:

quali scelte dimostrano realmente i valori che dichiariamo?

Nel B2B la cultura può essere un elemento differenziante molto importante, soprattutto nei rapporti continuativi.


4. Relationship — il tipo di relazione

Che relazione propone il brand?

Può essere, per esempio:

La relazione non è soltanto una metafora.

Influenza:

Se un brand dichiara di voler essere “partner” ma si comporta come un fornitore transazionale, il problema non è il copy.


5. Reflection — l'immagine dell'utilizzatore

Reflection riguarda l'immagine del tipo di persona o organizzazione che il brand tende a rappresentare nelle proprie comunicazioni.

Non coincide esattamente con il target statistico.

Domanda:

quale immagine del nostro cliente viene riflessa dal brand?

Nel B2B può riguardare, per esempio:

Questa rappresentazione deve essere coerente con il pubblico che vogliamo attrarre.


6. Self-image — come il cliente si vede

La self-image riguarda il modo in cui la persona si percepisce utilizzando o scegliendo il brand.

Nel B2B possiamo tradurla in domande come:

Un buyer non acquista soltanto caratteristiche.

Prende anche una decisione che verrà osservata da colleghi e management.


Le sei dimensioni devono essere coerenti

Il valore del Prisma non sta nel compilare sei caselle.

Sta nell'osservare le relazioni.

Per esempio:

Un'incoerenza può spiegare perché una marca non viene percepita nel modo desiderato.


Il Prisma non sostituisce il posizionamento

È uno strumento di analisi dell'identità.

Il posizionamento richiede anche:

Utilizzare soltanto il Prisma può produrre una descrizione ricca del brand ma non necessariamente una posizione competitiva.

Per questo lo inseriamo dentro un processo più ampio.


Brand Genetics: una metafora utile, non una legge

Il concetto di brand come organismo con elementi ereditati può essere utile per riflettere su:

La metafora genetica non va però interpretata come un modello scientifico.

Un brand non possiede un DNA immutabile.

Le imprese evolvono.

Mercati, pubblici e strategie cambiano.

Il lavoro consiste nel distinguere:

ciò che rappresenta realmente il patrimonio del brand

da

ciò che esiste soltanto perché è sempre stato fatto così.


Mission, Vision e valori

Mission, vision e valori possono contribuire all'identità.

Ma non devono essere confuse con essa.

Mission

Perché l'organizzazione esiste e quale ruolo svolge.

Vision

Quale direzione o futuro vuole contribuire a costruire.

Valori

Principi che guidano decisioni e comportamenti.

Se rimangono dichiarazioni astratte non modificano la percezione del brand.

Devono avere conseguenze.


Analisi dei competitor

Un brand esiste anche per differenza.

Analizziamo:

L'obiettivo non è cercare qualcosa che nessun altro utilizza graficamente.

È capire:

quali spazi di significato sono già occupati e quali differenze possiamo sostenere davvero.


Ricerca interna ed esterna

Quando il progetto lo richiede, l'analisi può integrare:

Interno

Esterno

Questo aiuta a evitare che il nuovo brand venga progettato soltanto dalla prospettiva interna.


Dal modello alle decisioni

L'obiettivo dell'analisi non è produrre un documento teorico.

Deve permettere di decidere:

Un modello è utile quando riduce l'ambiguità delle decisioni successive.


Come utilizziamo l'analisi nel Branding

1. Impresa

Comprendiamo realtà, strategia e patrimonio.

2. Mercato

Analizziamo competitor e alternative.

3. Pubblico

Identifichiamo criteri di scelta e percezioni.

4. Brand

Utilizziamo modelli e strumenti per mettere a fuoco identità e coerenza.

5. Posizionamento

Definiamo la posizione che il brand può sostenere.

6. Sistema

Traduciamo la strategia in identità, messaggi e applicazioni.


Analizzare non significa complicare

Modelli come il Prisma di Kapferer servono se aiutano a prendere decisioni migliori.

Non devono diventare un esercizio accademico.

Lavori collegati

Se state valutando un rebranding o un riposizionamento, l'analisi serve a capire che cosa preservare, che cosa cambiare e quale posizione costruire.

Scopri il Branding d'impresa

Il brand non rappresenta più l'impresa che siete diventati? Partiamo dall'analisi prima di cambiare l'identità.

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