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BRANDING / STRUMENTI COMMERCIALI

Company Profile aziendale

Un Company Profile efficace non racconta tutto dell'azienda. Seleziona ciò che serve per farne comprendere il valore.

13 temi10 minuti di letturaInizia da qui

costruire Company Profile

Perché vi riguarda

Quando il company profile lavora contro la rete vendita

Il company profile è spesso il primo documento che un buyer legge davvero. Se è datato, generico o diverso da ciò che dicono i commerciali, vi fa perdere credibilità prima ancora dell'incontro.

  1. 01

    «Ogni commerciale presenta l'azienda con le sue slide»

    Il prospect riceve versioni diverse della stessa impresa e fatica a capire che cosa vi distingue. Un company profile condiviso dà alla rete vendita una base comune su cui costruire ogni incontro.

  2. 02

    «Il nostro PDF elenca macchinari e certificazioni, non perché sceglierci»

    Un elenco di dati ordinato come l'organigramma non aiuta il buyer a decidere. Il company profile parte dal problema del cliente e usa numeri, certificazioni e case history come prove.

  3. 03

    «Per albi fornitori e gare mandiamo il sito stampato in PDF»

    Chi qualifica un fornitore confronta documenti, non siti. Un company profile pensato per questi contesti mette in ordine capacità, organizzazione e referenze nel formato che serve a chi valuta.

  4. 04

    «Il company profile racconta un'azienda che non esiste più»

    Sedi, gamme e numeri superati costringono i commerciali a correggerlo a voce o a non usarlo. Una struttura modulare, pensata per lingue e versioni, rende gli aggiornamenti rapidi e sostenibili.

Se il vostro company profile non sta aiutando la vendita, conviene ripartire dal posizionamento prima che dall'impaginazione. Branding d'impresa: posizionamento e strumenti per la rete vendita

Un documento aziendale. Ma soprattutto uno strumento commerciale.

Il Company Profile è una presentazione strutturata dell'impresa: racconta chi è, cosa fa, per chi lavora, quali problemi sa affrontare e perché la sua proposta merita attenzione.

Può essere utilizzato dalla rete vendita, inviato a un prospect, presentato durante un incontro, allegato a una proposta, utilizzato in una fiera o adattato a interlocutori e mercati differenti.

La sua funzione, però, non è raccogliere tutte le informazioni disponibili.

Deve aiutare chi legge a capire rapidamente l'azienda e a riconoscere gli elementi che la distinguono.

Per questo un buon Company Profile nasce prima dalla strategia e solo dopo dall'impaginazione.

Cos'è un Company Profile?

Un Company Profile è un documento di presentazione aziendale che organizza le informazioni più rilevanti per costruire una rappresentazione chiara, credibile e coerente dell'impresa.

A seconda dell'obiettivo può approfondire:

  • identità e posizionamento;
  • storia ed evoluzione;
  • attività, prodotti e servizi;
  • mercati e settori serviti;
  • metodo e competenze;
  • capacità produttiva o organizzativa;
  • sedi e presenza internazionale;
  • numeri significativi;
  • certificazioni;
  • clienti e partnership;
  • case history;
  • ricerca, innovazione e sostenibilità;
  • persone e organizzazione.

Non esiste però una scaletta universale.

Un'impresa industriale che deve supportare la rete commerciale internazionale ha esigenze diverse da una società di consulenza, da un ente o da un'azienda che sta introducendo una nuova linea di prodotto.

La struttura corretta dipende da chi deve leggere il documento e dalla decisione che vogliamo facilitare.

A cosa serve davvero nel B2B?

Nel B2B la scelta di un fornitore raramente dipende da una singola informazione.

Il prospect deve comprendere competenze, affidabilità, organizzazione, differenze rispetto ai concorrenti e capacità di gestire il proprio problema.

Il Company Profile può quindi diventare un supporto concreto per:

  • aprire una relazione commerciale;
  • presentare l'impresa a nuovi clienti o partner;
  • fornire alla rete vendita un racconto condiviso;
  • affrontare nuovi mercati;
  • supportare fiere e incontri commerciali;
  • qualificare l'azienda all'interno di gare o processi di selezione;
  • accompagnare un riposizionamento o un rebranding;
  • presentare nuove divisioni o capacità aziendali.

Un documento ben progettato evita inoltre che ogni commerciale presenti l'azienda in modo completamente diverso.

Non sostituisce la relazione personale: le dà una struttura più solida.

Cosa deve contenere un Company Profile?

Prima di decidere le pagine bisogna decidere a quali domande deve trovare risposta chi legge.

Una struttura B2B può comprendere, per esempio:

1. Chi siamo

Una sintesi capace di inquadrare immediatamente l'impresa.

Non una cronologia completa, ma le informazioni necessarie per comprenderne identità, dimensione e campo d'azione.

2. Il valore che portiamo

Quale problema affrontiamo?

Quale vantaggio concreto produciamo per il cliente?

Quali elementi ci differenziano?

Questa parte è spesso più importante della descrizione istituzionale.

3. Cosa facciamo

Prodotti, servizi, competenze o divisioni devono essere organizzati secondo la logica del cliente, non semplicemente secondo l'organigramma interno.

4. Come lavoriamo

Metodo, processi, capacità produttive, organizzazione, tecnologie, controllo qualità o modalità di gestione possono diventare una prova importante, soprattutto nei mercati tecnici e industriali.

5. Dove operiamo

Mercati, settori, sedi, distributori, rete commerciale o presenza internazionale, quando rilevanti.

6. Le prove

Numeri, certificazioni, clienti, partnership, progetti e case history servono a sostenere ciò che l'azienda dichiara.

I dati vanno selezionati perché significativi, non perché disponibili.

7. Il prossimo passo

Contatti, referenti e una call to action chiara.

Un Company Profile deve aiutare a continuare la relazione, non terminare con l'ultima pagina.

Esempi di company profile: tre strutture per aziende B2B diverse

Gli esempi che seguono sono ipotetici: non descrivono clienti reali, ma mostrano come cambia la scaletta di un company profile quando cambiano il lettore, il settore e la decisione da facilitare. Sono un punto di partenza da adattare, non un modello da copiare.

Industria meccanica

Immaginiamo un'azienda che produce componenti meccanici su disegno per costruttori di macchine, in Italia e all'estero. Chi legge è un buyer o un responsabile tecnico che deve decidere se inserirla tra i fornitori qualificati. La struttura potrebbe essere:

  1. chi siamo in una pagina: settori serviti, mercati, dimensione;
  2. lavorazioni ordinate per esigenza: prototipi, piccole serie, produzioni continuative;
  3. parco macchine e capacità produttiva, con i dati che un buyer confronta;
  4. qualità: certificazioni, controlli, tracciabilità;
  5. due o tre casi tecnici raccontati come problema e soluzione;
  6. logistica, tempi di risposta e assistenza;
  7. referenti per area e per lingua.

Per un pubblico internazionale conviene prevedere fin dall'inizio le versioni in lingua e una sezione sul parco macchine facile da aggiornare.

Servizi alle imprese

Immaginiamo una società di consulenza che segue le imprese su finanza agevolata, sicurezza o sistemi informativi. Non c'è un prodotto da mostrare: il company profile deve rendere visibili metodo e persone. Una scaletta possibile:

  1. il problema che risolviamo, detto con le parole del cliente;
  2. i servizi ordinati per esigenza, non per normativa o per reparto;
  3. il metodo: fasi, tempi, che cosa fa il cliente e che cosa facciamo noi;
  4. le persone: competenze e ruoli, non solo nomi e fotografie;
  5. casi di lavoro, anche anonimi quando c'è un vincolo di riservatezza;
  6. come si inizia: primo incontro, documenti da preparare, referente.

Pharma, medtech e salute

Immaginiamo un'azienda che produce o distribuisce dispositivi medici e si rivolge a strutture sanitarie, farmacie e distributori. In questo settore la comunicazione è regolata da norme specifiche: ogni affermazione va verificata con chi si occupa di affari regolatori. La struttura potrebbe essere:

  1. identità e missione, con un linguaggio sobrio e verificabile;
  2. linee di prodotto o aree terapeutiche, ordinate per chi le utilizza;
  3. qualità e conformità: certificazioni e autorizzazioni effettivamente possedute;
  4. filiera: produzione, controlli, distribuzione, sorveglianza post-commercializzazione;
  5. servizi per i partner: formazione, assistenza, materiali informativi;
  6. contatti per funzione: commerciale, qualità, affari regolatori.

In tutti e tre i casi la differenza non la fa il numero di pagine, ma la scelta di che cosa mettere in primo piano per quel lettore. Per le regole e le attenzioni del settore salute potete approfondire la comunicazione per pharma e medtech.

Cosa non deve diventare

Un'enciclopedia aziendale

Inserire tutto non significa spiegare meglio.

Più informazioni presentiamo, maggiore deve essere il lavoro di gerarchia.

Una brochure piena di slogan

Claim e immagini possono rafforzare la narrazione, ma non sostituiscono le prove.

Nel B2B affermazioni come “qualità, esperienza e innovazione” hanno poco valore se potrebbero essere utilizzate da qualsiasi concorrente.

Un documento scritto dall'organigramma

Il prospect non è obbligato a comprendere la struttura interna dell'impresa.

Il racconto deve seguire i suoi criteri di scelta.

Una copia del sito in PDF

Sito e Company Profile possono condividere posizionamento e contenuti, ma rispondono a contesti di fruizione differenti.

Company Profile, brochure e presentazione commerciale: sono la stessa cosa?

Non necessariamente.

Company Profile

Racconta l'impresa nel suo complesso e costruisce un quadro credibile del suo valore.

Brochure

Può essere più sintetica e promozionale, oppure concentrarsi su una gamma, un prodotto, un servizio o una specifica iniziativa.

Presentazione commerciale

È spesso progettata per essere utilizzata durante un incontro e deve quindi lavorare bene insieme alla voce del relatore.

In molte aziende i tre strumenti condividono parte dei contenuti ma vengono organizzati in modo diverso.

Una buona progettazione evita di creare tre documenti indipendenti che raccontano tre aziende differenti.

PDF, stampa o presentazione digitale?

Il formato dipende dall'utilizzo.

Un Company Profile può essere:

  • un PDF da inviare;
  • un documento stampato;
  • una presentazione;
  • un contenuto interattivo;
  • una versione sintetica per primi contatti;
  • una versione approfondita per incontri commerciali;
  • una base modulare da adattare a mercati o target differenti.

Per imprese internazionali può essere utile progettare fin dall'inizio la struttura pensando a lingue, aggiornamenti e varianti.

La domanda quindi non è “qual è il formato migliore?”, ma:

come verrà realmente utilizzato?

Come progettiamo un Company Profile

Analizziamo

Partiamo da impresa, target, mercato, materiali esistenti e utilizzo previsto.

Selezioniamo

Definiamo messaggi, informazioni e prove davvero rilevanti.

Costruiamo la struttura

Ordiniamo i contenuti seguendo una gerarchia che accompagni la lettura e la presentazione commerciale.

Scriviamo

Trasformiamo linguaggio interno, tecnico e istituzionale in un racconto comprensibile senza impoverirne il valore.

Progettiamo l'identità visiva

Grafica, immagini, infografiche, dati e ritmo devono rafforzare i contenuti, non decorarli.

Prepariamo l'utilizzo

Versioni, formati, lingue e aggiornamenti vengono pensati in funzione dei contesti reali nei quali il documento dovrà lavorare.

Esempi reali: alcuni company profile che abbiamo progettato

Accanto agli esempi ipotetici, alcuni progetti del nostro portfolio mostrano come lo stesso strumento cambi forma a seconda dell'impresa e dell'uso previsto.

Gastaldello Sistemi

Per un'azienda che progetta e realizza sistemi in alluminio per serramenti abbiamo curato testi e progettazione grafica del company profile di Gastaldello Sistemi, costruito attorno ai progetti realizzati e preparato sia per la stampa sia per la distribuzione digitale.

Graffagnini Management Agency

Per una società di servizi il lavoro è partito dai contenuti: value proposition, mission, vision e descrizione aziendale, poi testi e impaginazione. Il risultato è il company profile di Graffagnini Management Agency.

Eurostamp Tooling

Per un produttore di utensili per presse piegatrici la presentazione aziendale ha preso la forma di una brochure istituzionale centrata sui punti di forza rispetto ai concorrenti, distribuita a clienti e rivenditori e tradotta in inglese e tedesco.

Crico Italia

Per una società di consulenza in finanza agevolata abbiamo affiancato a una brochure istituzionale una serie di schede servizi: uno strumento modulare pensato per le diverse situazioni in cui lavora il reparto commerciale.

Nel settore sanitario, la carta dei servizi di Health mostra come un documento di presentazione debba conciliare chiarezza dei contenuti e vincoli normativi.

Un Company Profile funziona quando parte dal posizionamento

Prima di decidere cosa scrivere serve avere chiaro che cosa l'impresa vuole rappresentare nel mercato.

Se il posizionamento non è definito, il rischio è produrre una presentazione formalmente corretta ma uguale a molte altre.

Il Company Profile diventa molto più efficace quando è la conseguenza di un lavoro più ampio su identità, proposta di valore e messaggi.

Come fare un company profile: i passaggi

Che lo prepariate internamente o con un'agenzia, un company profile si costruisce in un ordine preciso: prima le decisioni, poi i testi, infine la grafica. Saltare i primi passaggi è il modo più rapido per ottenere un documento curato che però nessuno utilizza.

1. Definite lettore e obiettivo

Chi riceverà il documento: un buyer, un ufficio acquisti che qualifica i fornitori, un distributore estero? E che cosa deve decidere dopo averlo letto? Le risposte stabiliscono lunghezza, tono e ordine dei contenuti.

2. Raccogliete il materiale

Dati aziendali, certificazioni, fotografie di reparti e prodotti, referenze che potete citare, presentazioni già in uso. Conviene scoprire subito che cosa manca, per esempio immagini aggiornate dello stabilimento.

3. Fissate i messaggi chiave

Tre o quattro affermazioni su ciò che vi distingue, ciascuna sostenuta da una prova. Se non riuscite a dimostrarle, è il segnale che serve prima un lavoro sul posizionamento.

4. Costruite l'indice

Una scaletta pagina per pagina, ordinata secondo le domande di chi legge. Le strutture di esempio descritte più sopra possono fare da base.

5. Scrivete i testi

Prima i contenuti, poi l'impaginazione: un layout disegnato attorno a testi provvisori obbliga quasi sempre a rifare il lavoro.

6. Progettate grafica e immagini

Il layout deve essere coerente con l'identità visiva e rendere leggibili dati, schemi e fotografie.

7. Rivedete e preparate le versioni

Revisione con chi userà il documento, poi i file per la stampa, il PDF leggero da inviare via mail e le lingue necessarie.

È il percorso seguito, per esempio, nel company profile di Gastaldello Sistemi: briefing con il team dell'azienda, concept grafici, impaginazione, revisioni condivise e preparazione dei file sia per la stampa ad alta risoluzione sia per la distribuzione digitale.

Come scrivere un company profile

I testi sono la parte che richiede più tempo, ed è quella che separa un company profile che si legge da uno che si sfoglia soltanto. Alcune regole pratiche:

Partite dal cliente, non dalla storia

La fondazione e le tappe dell'azienda possono stare in una pagina interna. In apertura serve dire per chi lavorate e quale problema risolvete.

Una pagina, un messaggio

Ogni sezione dovrebbe lasciare al lettore un concetto chiaro. Se una pagina ne contiene quattro, probabilmente va divisa o sfoltita.

Affermazioni verificabili

“Tempi di consegna rapidi” convince poco; un dato sui tempi medi, una certificazione o un caso concreto convincono di più. Usate solo numeri che potete sostenere e tenere aggiornati.

Linguaggio tecnico, ma comprensibile

Nel B2B il lettore è competente, ma non sempre è un tecnico: ufficio acquisti e direzione leggono lo stesso documento. Spiegate le sigle e traducete le caratteristiche in vantaggi per il cliente.

La stessa voce degli altri strumenti

Sito, cataloghi e presentazioni dovrebbero parlare allo stesso modo. Se avete definito un tone of voice, il company profile è uno dei primi documenti in cui applicarlo.

Pensate alle traduzioni da subito

Frasi brevi e senza giochi di parole si traducono meglio, e un layout con un po' di margine accoglie senza problemi le versioni in lingua, che spesso occupano più spazio dell'originale.

Perché quando diventiamo tutti uguali diventa solo una questione di prezzo! What Studio facciamo la differenza.

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