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    Qualità, coerenza e classificazione organica dei contenuti

    L’aumento costante ed esponenziale di prodotti ed informazioni sul web comporta ventagli di scelta sempre più ampi. Quando desideriamo acquistare qualcosa online, valutare quale sia il prodotto migliore per noi tra la vastità delle opzioni disponibili può essere uno stress. Tale stress può portarci ad una non-scelta e quindi al mancato acquisto del prodotto ricercato. È il cosiddetto paradosso della scelta. Secondo alcuni studi una non-scelta da parte del consumatore dipende non solo dal numero delle opzioni disponibili ma soprattutto dal modo in cui queste sono organizzate e presentate. Secondo questa analisi, il paradosso della scelta è collegato all'architettura dell’informazione ( information architecture) e cioè alla qualità, alla coerenza e alla classificazione organica dei contenuti.

    Struttura web
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    Il paradosso della scelta

    La legge di Hick ci fornisce un modello matematico per comprendere il paradosso della scelta. Secondo la legge di Hick il tempo necessario per prendere una decisione varia in funzione del numero di opzioni disponibili. In base a tale legge, in Internet è molto più facile e veloce scegliere da un menu di otto voci piuttosto che da due menu di quattro voci ciascuno. Questo perchè al momento di effettuare una scelta, non consideriamo una per una ogni singola opzione ma tendiamo a raggruppare la lista di opzioni in categorie, scartandone progressivamente una parte. Dunque più opzioni tutte insieme (su un unico livello) comportano un tempo di scelta più rapido rispetto a minori opzioni separate (su più livelli). Il concetto che strutture “ampie” siano da preferire a strutture più "profonde" è sottolineato anche dall'esperto di usabilità Steve Krug, il quale spiega che "tre clic spensierati equivalgono ad un clic che richiede di pensarci".

    Paradosso della scelta
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    La legge di Hick (1952)

    La legge di Hick afferma che il tempo necessario per prendere una decisione varia in funzione del numero di opzioni disponibili. Fu pubblicata per la prima volta nel 1952. In base alla legge di Hick, quando un pilota deve premere uno specifico pulsante in risposta a un dato segnale, quale un allarme, la quantità di tempo necessaria per scegliere il pulsante corretto aumenterà proporzionalmente al numero di pulsanti disponibili. La legge di Hick è applicabile soprattutto alle attività che prevedano l’adozione di decisioni semplici in base a una corrispondenza univoca tra stimolo e risposta. La legge non si applica a decisioni che comportano livelli considerevoli di ricerca, lettura o risoluzione di problemi complessi. La legge, infatti, diventa meno pertinente man mano che aumenta il grado di complessità delle attività. Se un’attività richiede la lettura di frasi e una concentrazione intensa, la scelta potrà comportare un tempo decisamente più lungo rispetto a una semplice attività stimolo-risposta che preveda sei opzioni. La legge di Hick influisce sul design di qualunque sistema o processo che richieda l’adozione di decisioni semplici a fronte di più opzioni. I designer possono migliorare l’efficienza di un progetto applicando la legge di Hick a menù oppure a layout per la navigazione e alla segnaletica, e in qualunque situazione che comporti l’adozione di decisioni semplici. La legge di Hick non è pertinente per menu complessi o alle gerarchie di opzioni, la cui selezione non sia semplicemente il frutto di una decisione ma comporti attività di lettura, ricerca, valutazione delle opzioni o risoluzione dei problemi.

    Hick
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    La legge di Fitts (1954)

    La legge di Fitts afferma che il tempo per spostarsi da una posizione di partenza ad un bersaglio finale è determinato dalla distanza e dalla dimensione del bersaglio. La legge di Fitts afferma che più un obiettivo è piccolo e lontano, maggiore sarà il tempo necessario per raggiungerlo. Inoltre a un movimento più veloce e a un obiettivo più piccolo corrisponderà una maggiore percentuale di errori. Fu pubblicata per la prima volta da Paul Fitts nel 1954. Il modello è usato per lo studio del puntamento e dell'interazione fra uomo e macchina, nel mondo reale, ma soprattutto nei computer per la progettazione di interfacce grafiche. È opportuno tener conto della legge di Fitts nel progettare il design e il layout di controlli, nonché di qualunque dispositivo che faciliti il movimento verso un obiettivo. La legge di Fitts è applicabile ai movimenti di puntamento rapidi, non a movimenti continui quali la scrittura e il disegno. La comprensione della legge di Fitts aiuta i designer a limitare le possibilità d’errore e migliorare l’usabilità. La legge di Fitts trova applicazione nella progettazione di sistemi che prevedono azioni di puntamento. Gli strumenti di controllo dovranno essere vicini o di grandi dimensioni, se è necessario effettuare movimenti rapidi e precisi mentre è preferibile che siano più distanti e di dimensioni inferiori se destinati a un uso sporadico, o quando possono causare problemi se attivati per errore.

    Cursore
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    Modello della coda lunga o long tail (2003)

    La coda lunga è una definizione coniata da Chris Anderson nel 2003. Il concetto ha in parte preso le mosse da un saggio del febbraio 2003 di Clay Shirky, "Power Laws, Weblogs and Inequality". Nel suo saggio Anderson sostiene che i prodotti a bassa richiesta o che hanno un basso volume di vendita possono collettivamente costituire una quota di mercato superiore rispetto a rivali molto venduti, che sono relativamente pochi, se il negozio o canale di distribuzione è abbastanza grande. Uno dei campi dove la strategia della coda lunga trova maggiore applicazione è la SEO (Search Engine Optimization). In chiave SEO la coda lunga è la strategia di preferire: molte parole chiave con volume di ricerca inferiore (e tasso di conversione superiore) rispetto a scegliere poche parole chiave con un alto volume di ricerca. Per esempio, il termine "macchine fotografiche" ottiene decine di migliaia di ricerche su Internet ogni mese. Un volume davvero molto alto. Ma se si ha un sito web in cui si vendono macchine fotografiche, è molto meglio essere ben posizionati per "Nikon D3200" o per "Canon 650D" e altre chiavi di ricerca più specifiche. Questo perchè chi digita sui motori di ricerca "Nikon D3200" molto probabilmente vuole acquistarne una e forse ha la sua carta di credito in mano. Chi digita il termine “macchine fotografiche”, invece, forse vuole solo guardarsi intorno e non ha nessuna intenzione di procedere ad un acquisto.

    Seo

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