3. Analizza e ottimizza gli owned, earned e paid media
In questa fase della costruzione della strategia si andrà ad analizzare gli strumenti a disposizione dell’azienda per centrare gli obiettivi stabiliti in partenza. Parliamo di owned, earned e paid media ovvero i canali per raggiungere il target e gli obiettivi di marketing e aziendali.
L’obiettivo iniziale di questa fase è fare chiarezza. Si tratta di acquisire una veduta d’insieme dei media già disponibili per poi analizzarli e capire quali sono da eliminare, quali da migliorare, quali da implementare.
Vediamo nello specifico in cosa ogni tipo canale si distingue dagli altri.
- Owned media. Sono i canali di cui il business ha proprietà: sito web, blog, newsletter, profili social nei social network, contenuti.
- Paid media. Si tratta dei canali digitali a pagamento con cui si ottiene visibilità e traffico al sito web e ai social: adv sui social e sui motori di ricerca (Google AdWords), display advertising (banner, pop up).
- Earned media. Sono i canali ottenuti tramite il passaparola, le attività PR e digital PR: guest post, link in entrata, sharing, repost, menzioni, recensioni. Sono il “premio” di riconoscimento per contenuti di qualità e più in generale per la progettazione di una strategia efficace.
Una buona strategia di digital marketing vede una presenza equilibrata di media proprietari, a pagamento e guadagnati in modo “organico”.
Fatta una panoramica iniziale, è ora necessario effettuare un’analisi e un’ottimizzazione dei canali per creare il giusto media mix. Come?
Ottimizzazione degli owned media. Le eventuali criticità degli owned media vengono risolte tramite un’analisi approfondita dei contenuti che hanno avuto successo. Se si trovano punti deboli si procede con una rielaborazione dei materiali, anche alla luce di una nuova analisi del target di riferimento che può far emergere nuove tendenze e affinità. Questa attività aiuta altresì a pianificare i contenuti nuovi in modo oculato ed efficace.
Ottimizzazione dei paid media. Tramite gli analytics è possibile avere un’idea chiara degli investimenti che hanno avuto successo. Il ROI (return of investment) indica chiaramente quali sono i canali e i contenuti a pagamento che hanno “fatto centro”, quali possono performare meglio e quali non sono stati efficaci. Gli investimenti che non si sono rivelati fortunati non devono essere necessariamente eliminati o trasferiti su nuovi canali: per tornare in pista a volte basta modificare il contenuto originario, per adattarlo meglio al target e agli obiettivi di business.
Ottimizzazione degli earned media. Analizzare le performance dei media “guadagnati” è molto utile per capire le piattaforme e i canali che hanno successo, ma anche per valutare nuove strade da percorrere. Ad esempio se un guest post su un altro sito ha avuto successo, capiamo che quel determinato canale e più in generale quel settore e il suo pubblico di riferimento sono una buona fonte da cui pescare nuovi potenziali clienti.