Principio della pregnanza della forma
Si organizzano gli elementi di un’immagine secondo una struttura significativa e coerente. Questo principio si basa sull’esperienza che il nostro cervello ha delle immagini e quindi anche quando un’oggetto è nascosto parzialmente da un’altro oggetto noi lo vediamo comunque completo, perché l’esperienza percettiva del nostro occhio lo porta ha ricostruire temporaneamente l’immagine coperta.
Il campo è lo spazio chiuso delimitato da un perimetro che ospita le forme. Lo spazio-formato può essere un foglio, una stanza.
La forma, invece, è una superficie o meglio uno spazio delimitato da un perimetro. La forma ha un suo ritmo e mostra i rapporti, interni ed esterni, esistenti fra le parti ed il tutto. Questi rapporti definiscono alcuni elementi importanti, come la grandezza, il peso, la proporzione, e contribuiscono a rendere la forma statica o dinamica. I messaggi visivi sono rappresentati non da forme isolate, ma da più elementi (colori, luci, linee ecc.) che, combinati fra loro, danno vita ad un insieme complesso. Per comprendere una forma dobbiamo innanzitutto selezionarla rispetto al contesto, isolarla da altre forme e oggetti che rispetto ad essa diventano piani secondari. Distinguiamo le forme grazie alla differenza di colore, al contrasto tra chiaro e scuro, al contorno. Più la distinzione è forte, più la percezione è immediata. La struttura portante (scheletro strutturale) di una forma è un insieme ordinato di linee (aste, nodi, elementi rigidi) che sorreggono una forma. Suddividendo ulteriormente la struttura mediante nuove linee e nuovi nodi si otterrà una struttura modulare, cioè ripetitiva. La struttura modulare permette di articolare lo spazio, di assemblare le forme in modo regolare e di costruire superfici continue.