Pubblicità Online cosa fare
Sono anni che si dice che la pubblicità online, la pubblicità digitale, ha cambiato per sempre il mondo della pubblicità. Vi sono vari elementi che caratterizzano questo canale e lo rendono ormai un must per chiunque voglia spingere un prodotto o un servizio al pubblico.
Questa pubblicità su internet permette in primis l’utilizzo di budget di investimento anche molto contenuti, laddove per esempio si decida di avviare azioni locali o di test. Sia chiaro però: chi pensa che sia un sistema per fare pubblicità e spendere poco si sbaglia. Per ottenere risultati infatti bisogna prendere in considerazione tutta una serie di fattori non per ultimi la stessa costruzione del messaggio e poi dei vari supporti visivi, video, testuali che saranno necessari per questo tipo di campagne.

Perché vi riguarda
Dove si inceppa una campagna pubblicitaria online
Avviare annunci su Google, LinkedIn o YouTube è facile e la spesa minima è bassa. Ma una campagna online rende solo se piattaforme, messaggi e pagine di arrivo sono scelti per il vostro pubblico e qualcuno ne legge i dati.
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«Abbiamo provato le sponsorizzate e non hanno funzionato»
Spesso il test è durato poche settimane, con budget minimo e nessuno che leggesse i dati: impossibile capire se ha fallito il canale o l'impostazione. Il controllo della redemption mostra dove si perde il pubblico.
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«Mostriamo banner a tutti, mentre i clienti ci cercano su Google»
La pubblicità che interrompe chiede molta frequenza per convincere; quella che risponde a una ricerca arriva quando il bisogno c'è già. Per molti prodotti tecnici conviene partire da chi sta già cercando.
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«Usiamo lo stesso annuncio su Google, LinkedIn e YouTube»
Ogni piattaforma ha formati, tempi di attenzione e intenzioni diverse: un testo nato per la ricerca non regge in un video o in un feed. Declinare il messaggio per canale evita di pagare visualizzazioni inutili.
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«Pensavamo che online bastasse un piccolo budget»
La spesa sulle piattaforme può restare contenuta, ma servono testi, grafiche, video, landing e qualcuno che segua i dati ogni settimana. Mettere a budget anche queste attività evita campagne lasciate a metà.
Prima di aumentare il budget, verificate impostazione, piattaforme e tracciamento delle campagne che avete già attive. Evoluzione digitale: sito, SEO e campagne online per il B2B →
La pubblicità digitale necessita di tempi minimi di avviamento, necessita di una buona progettazione di cross medialità, di scelta delle piattaforme, di declinazione del messaggio per ogni piattaforma scelta, di costruzione di siti web o parti di questi appositamente predisposti.
La buona gestione di tutti questi fattori, un buon web marketing, l’analisi dei risultati e la capacità di cambiare i parametri sulla base dei dati analizzati, diventa fattore chiave per una buona riuscita di queste azioni pubblicitarie. Va da sé che se anche i budget spesi direttamente sulle varie piattaforme: Google, Facebook, LinkedIn, YouTube ecc. potrebbero non essere paragonabili alle classiche pubblicità stampate o tantomeno televisive, è ovvio tuttavia che i costi trasversali per le varie figure e le varie attività che andranno contemplate potrebbero imporre dei conti finali comunque importanti.
Qual è il vero vantaggio della pubblicità online?
La pubblicità digitale
Controllo
Il controllo della redemption
Il vero vantaggio della pubblicità su web è la sua capacità di controllo della redemption (risultato di risposta) anzi meglio il pieno controllo di tutto quello che è successo da quando l’utente ha visto l’inserzione a quando è arrivato alla pagina di landing, fino ai tasti e alle singole azioni che ha compiuto mentre era sulla pagina. Tutti questi dati non sono preziosissimi solo per capire se la campagna ha funzionato, ma lo diventano ancora di più per poter capire perché la campagna non ha funzionato o comunque non ha performato a sufficienza. Rispetto a una pagina di giornale o ancora di più un cartellone in cui la funzione della comunicazione rispetto all’atto di acquisto diventa spesso un atto di fede, qui abbiamo un’azione pubblicitaria che ci permette di avere sempre i suoi risultati effettivi di funzionamento rispetto all’atto comunicativo che ci eravamo prefissati.
Le Piattaforme
Quali sono le piattaforme utilizzate per fare pubblicità online?
Esistono molte piattaforme per la pubblicità online, in primis la pubblicità di Google, la Google Ads, che poi a sua volta si distingue tra pubblicità di ricerca e pubblicità display.
Troviamo le pubblicità delle varie piattaforme social, Facebook, Instagram, LinkedIn, Pinterest, TikTok, con le loro Facebook Ads, LinkedIn Ads etc.
Non dimentichiamo poi YouTube, canale che fa parte delle strumentazioni Google e che ci permette di fare oggi quello che una volta era permesso solo alle grandi e grandissime aziende, cioè fare pubblicità tramite spot video.
Infine parlando di pubblicità online non possiamo non includere le DEM (Direct Email Marketing) che ci consentono di mandare direttamente a un target selezionato il nostro messaggio per mail.
Google Ads
Pubblicità col motore di ricerca, Google Ads
Parlando in genere con le persone ho scoperto come queste spesso non abbiano mai notato come i primi risultati della ricerca Google abbiano una piccola linguetta in alto con la scritta “Sponsorizzato”. Questi particolari risultati di ricerca non sono in effetti un vero risultato di ricerca quanto un risultato sponsorizzato, una pubblicità chiamata pubblicità Google Ads.
Questo tipo di pubblicità rappresenta il migliore esempio di pubblicità di tipo pull. In pubblicità si distinguono due principali tipologie di approccio, la pubblicità di tipo “push” che spinge ad un’azione e quella “pull” che la attira.
Quando parliamo della pubblicità push parliamo della classica pubblicità che spinge in maniera più o meno generica a fare una determinata azione sulla base di visual e messaggio. La maggior parte delle pubblicità di vecchio tipo sono concepite come “push”, anche nel web, i banner pubblicitari sono di natura “push” e naturalmente per funzionare necessitano di molti sforzi, molta frequenza, e naturalmente non possiedono intrinsecamente grandi performance di convincimento. Abbiamo poi pubblicità di tipo “pull” pubblicità che appaiono nel momento in cui qualcuno sta cercando proprio quella cosa. Google, con la sua rete di ricerca, ci permette di associare un’offerta pubblicitaria a particolari chiavi di ricerca, e quando qualcuno fa quella ricerca appare la nostra pubblicità, che naturalmente mascherata da informazione generica proporrà invece la nostra ben determinata scelta. Va da sé che le performance rispetto a prima sono decisamente migliori. A tutto questo si aggiunga poi la logica “pay per click” ovvero il pagamento che avviene solo al click dell’utente. In pratica si paga solo quello che è piaciuto ed è stato cliccato, niente male pensare di pagare solo quando la nostra pubblicità viene letta. Ovviamente non è tutto così semplice, spesso utenti distratti e malintenzionati (bot), finiscono per esaurire il nostro budget con visite completamente inutili.
Questa logica di pubblicità necessita naturalmente di una serie di impostazioni per la scelta delle parole chiave più azzeccate e a seguire della classica “landing page” pagina di atterraggio dell’annuncio, una pagina web ottimizzata proprio per quell’annuncio pubblicitario.
È bene sapere che la pubblicità di Google Ads non è solo ricerca ma anche Display, tramite il solo motore di ricerca diretto di Google oppure sfruttando una serie di network di siti correlati al motore di ricerca, è possibile organizzare la visualizzazione dei nostri banner pubblicitari. Con gli annunci display adattabili, inoltre, Google consente di caricare insieme immagini e testi, che la piattaforma combina automaticamente per migliorare le performance di redemption di questa tipologia di annunci visivi.
Le due tipologie di annunci si possono intrecciare in una strategia pubblicitaria online alternandosi per il raggiungimento di particolari obiettivi, per arrivare a una vendita o a un contatto o una lead generation di una campagna digitale. Se la prima tipologia di annunci, la pubblicità Google di ricerca, funzionava perfettamente per indurre il nostro target a valutare l’offerta in fase di ricerca delle opzioni di acquisto e in fase finale di decisione d’acquisto, la pubblicità Display possiede di norma principalmente una funzione di “awareness” di conoscenza e riconoscibilità di un marchio e di un’offerta, un’immagine specifica in mezzo a tante.
Social ADS
Pubblicità con i Social Network
L’ausilio di Google Ads per promuovere le offerte e identificare nuovi potenziali clienti è uno strumento ottimo. Sia Google Ricerca che Google Display tuttavia hanno il limite di risultare un po’ freddi.
Sono soluzioni ottime per agganciare l’attenzione del nostro interlocutore, va da sé però che costruire una confidenza, un rapporto con lui è altra cosa. La base delle moderne teorie pubblicitarie lavora sulla costruzione di un rapporto con il nostro cliente. Per poter sviluppare questo rapporto, per incentivare la relazione cosa meglio dei social media e naturalmente della pubblicità sui social network? I social network, lo dice la parola stessa, nascono per mettere in contatto la società, ancora meglio specifiche nicchie di società. Come detto abbiamo varie tipologie di social network che in genere vengono proprio scelte sia per funzioni che per nicchie di utilizzatori.
Per l’identificazione del social media giusto il target di riferimento è il vero fattore chiave di scelta. Pinterest è un social di ispirazione, troviamo creativi e progettisti che frequentano quelle pagine, Facebook, pur essendo generalista negli argomenti, è frequentato soprattutto da un pubblico adulto, infine per cercare i più giovani dobbiamo andare da Instagram fino a TikTok. Mentre i precedenti social mantengono tematiche generaliste e di ispirazione troviamo poi un LinkedIn specifico per una connessione B2B (Business to Business) caratterizzato tuttavia da costi pubblicitari sicuramente più alti dei precedenti. Un ultimo accenno non può mancare per YouTube, una piattaforma che ormai canalizza la maggior quantità di flussi video e musicali, un’occasione straordinaria di poter pubblicare su un target abbastanza localizzato la propria pubblicità video con tutti i vantaggi dell’immersività e persuasività di un mezzo video superiore a qualunque altro supporto media.
Come impostare una campagna pubblicitaria online B2B
Nel B2B una campagna pubblicitaria online deve fare i conti con cicli di vendita lunghi, più persone coinvolte nella decisione e volumi di ricerca spesso ridotti. Per questo l'impostazione conta più del budget. Questi sono i passaggi da seguire prima e durante la campagna.
1. Obiettivo e contatto utile
Prima di aprire un account pubblicitario decidete che cosa volete ottenere: richieste di preventivo, iscrizioni a un webinar, download di una scheda tecnica, appuntamenti in fiera. Stabilite con i commerciali quali contatti considerano qualificati: sarà il metro con cui giudicare la campagna.
2. Pubblico e fase di acquisto
Chi cerca su Google ha già un bisogno; chi va raggiunto su LinkedIn spesso non sa ancora di averlo. Mappate i ruoli coinvolti nella decisione, come tecnico, ufficio acquisti e direzione, insieme a settori, mercati e lingue, e chiedetevi in quale fase si trova ciascuno.
3. Piattaforme scelte per funzione
La ricerca a pagamento intercetta la domanda esistente; LinkedIn permette di selezionare ruoli, settori e dimensioni aziendali; video, display e remarketing mantengono la presenza durante un ciclo di acquisto lungo; le DEM riattivano i contatti già presenti in archivio. Meglio due canali seguiti bene che cinque aperti a metà.
4. Messaggio e offerta per ogni canale
Un buyer raramente compila un modulo per «saperne di più». Funziona meglio un'offerta concreta: una guida tecnica, un caso applicativo, una prova, un calcolo di convenienza. Il messaggio resta lo stesso, ma si adatta al formato: poche parole per la ricerca, un'immagine o un documento per LinkedIn, i primi secondi per il video.
5. Landing page e tracciamento
Ogni campagna porta a una pagina coerente con l'annuncio, con un modulo breve e un'azione chiara. Prima di partire verificate il tracciamento delle conversioni, i parametri delle URL, la gestione del consenso ai cookie e il passaggio dei contatti al CRM o al commerciale di zona.
6. Budget, durata e lettura dei dati
Mettete a budget anche testi, grafiche, video e gestione, non solo la spesa sulle piattaforme, e lasciate alla campagna il tempo di raccogliere dati sufficienti. Ogni settimana si controllano termini di ricerca, costi e conversioni; ogni mese si confrontano i contatti con i commerciali, guardando al costo per opportunità qualificata più che al costo per clic.
Un esempio di campagna pubblicitaria online per un'azienda B2B
Immaginiamo un'azienda che produce sistemi di filtrazione per l'industria e vuole entrare nel settore alimentare, dove è ancora poco conosciuta. La campagna potrebbe essere impostata così:
- Obiettivo: richieste di sopralluogo da parte di stabilimenti alimentari
- Ricerca: annunci su ricerche specifiche, come i filtri per l'industria alimentare
- LinkedIn: responsabili di produzione e qualità delle aziende del settore
- Offerta: una guida tecnica su igiene e manutenzione degli impianti
- Remarketing: un caso applicativo mostrato a chi ha scaricato la guida
- Follow-up: DEM e telefonata del commerciale di zona
Dopo le prime settimane si escludono le parole chiave che portano curiosi o studenti, si rafforzano i messaggi che generano richieste e si confrontano i contatti raccolti con quelli che i commerciali giudicano interessanti. È questo lavoro continuo, più del singolo annuncio, a far rendere una campagna. Il percorso va letto come parte del customer journey del cliente e, quando la campagna diventa continuativa, entra in una strategia di digital marketing B2B più ampia.
Perché quando diventiamo tutti uguali diventa solo una questione di prezzo! What Studio facciamo la differenza.
Esempi pratici


