contattaci con WhatsApp

Web Design

Usabilità di un sito web struttura e navigazione

Anche il sito più bello, se non consente all'utente di trovare le informazioni che cerca, viene abbandonato.

Web architecture: fondamenti per un sito web usabile ed efficiente. Una buona Web Architecture è essenziale per l’usabilità di un sito web. Essa definisce la struttura del sito, organizzando i contenuti in modo logico e intuitivo.

3 passaggi6 minuti di letturaInizia da qui

usabilità e contenuti

Perché vi riguarda

Usabilità di un sito web: chi non trova, se ne va

Un visitatore che non trova ciò che cerca non chiede aiuto: chiude la pagina. La struttura del sito decide in pochi passaggi se resta e vi contatta o passa a un concorrente.

  1. 01

    «Le informazioni ci sono, ma i clienti non le trovano»

    Un sito che costringe a cercare viene abbandonato, anche se è curato. Struttura e percorsi di navigazione pensati sull'utente portano ciascuno alla risposta, e al contatto, con meno passaggi.

  2. 02

    «Distributori, tecnici e clienti finali entrano tutti dalla stessa porta»

    Pubblici diversi cercano cose diverse: listini, schede tecniche, assistenza. Percorsi dedicati e menu organizzati per tipo di utente evitano che ognuno debba farsi strada tra contenuti che non lo riguardano.

  3. 03

    «Un sito disordinato fa pensare a un'azienda disordinata»

    Anche l'organizzazione delle informazioni comunica: chi trova pagine confuse immagina processi confusi. Un'architettura chiara trasmette metodo e affidabilità prima ancora che si leggano i contenuti.

Chiedete a un cliente di cercare sul sito ciò che vi domanda più spesso e osservate dove si blocca: lì inizia il lavoro sulla struttura. Siti web B2B progettati per generare opportunità

Migliorare l'usabilità del sito web attraverso una solida web architecture

Perché l'usabilità dipende dalla struttura del sito

L'usabilità di un sito web dipende in gran parte da una Web Architecture ben progettata. Questa struttura determina come le informazioni sono organizzate e presentate agli utenti, influenzando la facilità con cui possono interagire con il sito. Un’architettura ben pensata assicura che i contenuti siano facilmente accessibili e che la navigazione sia intuitiva. La corretta implementazione di una Web Architecture facilita la scoperta delle informazioni, riduce il tasso di abbandono e aumenta la soddisfazione dell'utente, rendendo il sito più efficace e performante.

La Web Architecture è il pilastro su cui si basa l’usabilità di un sito web. Una struttura ben organizzata non solo facilita la navigazione, ma migliora anche l’efficacia del sito nel raggiungere i suoi obiettivi. L'uso strategico di menù, link interni e sezioni chiaramente definite aiuta gli utenti a orientarsi e a trovare rapidamente ciò che cercano. Questa architettura contribuisce a creare un’esperienza utente fluida, che non solo soddisfa le aspettative, ma incoraggia anche l’interazione e la fidelizzazione, rendendo il sito un prezioso strumento di comunicazione e marketing.

Menu, percorsi e struttura delle pagine: le scelte che decidono se un visitatore trova ciò che cerca

Web architecture e usabilità: come strutturare un sito web di successo

  1. 01Organizzazione di un sito web
  2. 02Scomposizione, personalizzazione, diffusione
  3. 03Menu

organizzazione web

Organizzazione di un sito web

Anche il sito più bello, se non consente all'utente di trovare le informazioni che cerca, viene abbandonato. Sul web il contenuto vale più del contenitore. Organizzare bene le informazioni è di vitale importanza non solo per ottenere benefici funzionali in termini di ricerca, ma anche per creare nell’utente fin da subito una buona impressione dal punto di vista della credibilità e dell'affidabilità.

Layout

legge di hick

Scomposizione, personalizzazione, diffusione

A volte non è possibile rifarsi alla legge di Hick (in base a tale legge in Internet è molto più facile e veloce scegliere da un unico menù fatto di molte voci piuttosto che da due o molteplici menù più snelli). Quando non è possibile lavorare su un unico livello, si può ricorrere alla scomposizione, alla personalizzazione o alla diffusione. In ogni caso la parola d'ordine è coerenza.

  • Scomposizione Distribuire le opzioni su più livelli. Questo permette di creare gruppi di elementi fra loro più omogenei e coerenti, ripristinando le condizioni per quel processo di raggruppamento mentale presupposto dalla legge di Hick. Un menù scomposto su più livelli deve essere fatto in modo che ciascun livello contenga voci fra loro coerenti (ordine conveniente). Tale menù deve essere contestualizzato mostrando solo una parte delle scelte (scelte più popolari, basate sul profilo, basate sul periodo, ecc.).
  • Personalizzazione Personalizzare la scelta mostrando solo una parte delle opzioni possibili, secondo criteri di popolarità, similarità, ecc.
  • Diffusione Mostrare un’anteprima degli elementi contenuti in una categoria (ad esempio quelli più rappresentativi o popolari) che consente di migliorare la performance.
Struttura menu

navigazione

Menu

Quante voci al massimo dovrebbe contenere un menù? Non esiste un numero fisso: per il menu principale di un sito aziendale conviene in genere restare tra cinque e sette voci chiare e distinte, scritte con le parole dei clienti (lo spieghiamo più avanti). Un menù ben fatto deve essere:

  • sobrio;
  • veloce;
  • deve rispecchiare in modo efficace i contenuti del sito;
  • sintetico;
  • intuitivo (deve mettere l'utente nelle condizioni di poter prevedere dove cercare i contenuti);
  • contenere un percorso guidato.

Struttura del menu

Quante voci deve avere il menu di un sito web

Alla domanda non c’è una risposta valida per tutti. Il numero «sette più o meno due», spesso citato, viene da uno studio dello psicologo George Miller del 1956 sui limiti della memoria a breve termine: riguarda quante informazioni riusciamo a trattenere, non quante voci riusciamo a scorrere in un menu che resta sotto i nostri occhi. Più del numero contano tre condizioni.

  • Ogni voce è chiara: si capisce che cosa contiene senza aprirla.
  • Le voci sono distinte: nessuna si sovrappone alle altre.
  • Le parole sono quelle dei clienti: non quelle dell’organigramma.

Nella pratica, per il menu principale di un sito aziendale B2B una struttura tra cinque e sette voci copre quasi sempre le esigenze: prodotti o soluzioni, settori o applicazioni, servizi e assistenza, azienda, risorse e download, contatti. Se le voci diventano dieci o dodici, di solito alcune si possono raggruppare oppure spostare in un menu di servizio. Quando il catalogo è ampio, un mega menu, cioè un pannello che mostra in un colpo solo le sottocategorie di una voce, permette di mantenere poche voci principali senza nascondere l’offerta: è un’applicazione della legge di Hick, che premia le strutture ampie e ben ordinate rispetto alle catene di sottomenu.

Su smartphone il menu si chiude in un’icona, ma le regole non cambiano: stesse voci, stesso ordine, etichette brevi. La voce «Contatti» o il pulsante di richiesta vanno tenuti sempre visibili, anche fuori dal menu, e distinti graficamente dalle altre voci.

Come verificare l’usabilità della navigazione

La struttura di navigazione si può verificare prima che il sito sia online e poi tenere sotto controllo con i dati.

  • Test sull’alberatura: si cerca un contenuto nella sola struttura testuale del menu.
  • Test del primo clic: si osserva dove clicca l’utente per svolgere un compito.
  • Prove con utenti: poche sessioni osservate fanno emergere i blocchi principali.
  • Ricerca interna: le parole cercate nel sito rivelano ciò che il menu non mostra.
  • Percorsi in Analytics: da quali pagine si esce e dove si torna indietro.

Il primo clic è un buon indicatore: chi imbocca subito la sezione giusta ha buone probabilità di arrivare a destinazione, chi sbaglia all’inizio tende a perdersi o a rinunciare. Per verificarlo bastano pochi compiti realistici, come «trovate la scheda tecnica del modello X» o «chiedete un preventivo per il settore alimentare», e alcune persone che non conoscono il sito. Jakob Nielsen sostiene dal 2000 che piccoli test con cinque utenti, ripetuti dopo ogni modifica, siano più utili di un unico grande test. I risultati vanno letti insieme a quelli della ricerca interna: se molti cercano «listino» o «ricambi», quelle voci meritano un posto più visibile nella navigazione. Quando un sito va rifatto, conviene approvare la nuova struttura solo dopo averla provata così: è uno dei passaggi con cui impostiamo i siti web B2B.

Perché quando diventiamo tutti uguali diventa solo una questione di prezzo! What Studio facciamo la differenza.

Esempi pratici

Lavori collegati

Torna a Web Design

Come lo applichiamo nelle imprese B2B

Evoluzione digitale

Sito, contenuti, campagne e dati funzionano quando sono collegati in un unico ecosistema, misurato sugli obiettivi commerciali.

Il digitale lavora per la vostra impresa?

Parliamone

Privacy Policy | Cookie Policy

^