contattaci con WhatsApp

Web Design

User experience e-commerce

Ottimizza la user experience per rivoluzionare il tuo e-commerce

Nell'ambito dell'e-commerce, la user experience (UX) è fondamentale per garantire che i visitatori del sito abbiano un'esperienza di acquisto fluida e piacevole.

13 passaggi13 minuti di letturaInizia da qui

ux per ecommerce

Perché vi riguarda

User experience e-commerce: dove si perdono gli ordini

Nell'e-commerce ogni dubbio non risolto è un acquisto rimandato. La user experience decide se chi arriva trova il prodotto, capisce quanto paga e porta a termine l'ordine.

  1. 01

    «I clienti mettono nel carrello e poi spariscono»

    Costi di spedizione scoperti all'ultimo, registrazione obbligatoria e moduli lunghi fanno abbandonare l'acquisto. Un checkout chiaro e con pochi passaggi recupera ordini che erano quasi conclusi.

  2. 02

    «Abbiamo centinaia di articoli, ma i clienti non trovano quello giusto»

    Categorie pensate con la logica interna dell'azienda, filtri poveri e una ricerca che non capisce i sinonimi fanno uscire chi cerca. Una navigazione costruita sull'utente porta al prodotto in pochi clic.

  3. 03

    «Le schede prodotto non rispondono alle domande, così ci telefonano»

    Misure, compatibilità, tempi di consegna, documentazione: se mancano, il cliente chiama o compra altrove. Schede complete e ben ordinate riducono richieste di assistenza, errori d'ordine e resi.

  4. 04

    «Dopo l'ordine il cliente non sa che cosa succede»

    Conferma poco chiara, nessuna data di consegna, nessun aggiornamento: l'incertezza dopo l'acquisto diventa telefonate e recensioni negative. Curare conferma d'ordine e notifiche fa tornare il cliente.

Seguite il percorso di un cliente dalla categoria alla conferma d'ordine: ogni punto in cui esita è un ordine da recuperare. Ecosistema digitale: e-commerce, dati e campagne collegati

Ottimizza la user experience per rivoluzionare il tuo e-commerce

Perché la user experience decide le vendite online

La user experience nell'e-commerce è cruciale per la crescita e il successo di un negozio online. Un sito e-commerce con una UX ben progettata guida gli utenti attraverso l'intero processo di acquisto, dall'esplorazione dei prodotti alla conclusione del pagamento, in modo semplice e intuitivo. Questo include una ricerca prodotti efficace, descrizioni chiare, immagini di alta qualità e recensioni clienti visibili. Anche la trasparenza nei costi e una politica di reso semplice contribuiscono a creare fiducia e ad abbattere le barriere all'acquisto. Migliorare la UX non solo aumenta le vendite, ma riduce anche i tassi di abbandono, migliorando le performance complessive del sito.

In un contesto di e-commerce altamente competitivo, la user experience è ciò che distingue un sito di successo dagli altri. Un'esperienza utente eccellente fa sì che i clienti non solo trovino facilmente ciò che cercano, ma si sentano anche sicuri e soddisfatti durante l'intero percorso d'acquisto. Ottimizzare la UX significa ridurre il numero di passaggi necessari per completare un acquisto, garantire la sicurezza delle transazioni e fornire un'assistenza clienti pronta ed efficiente. Un focus costante sulla UX può trasformare visitatori occasionali in clienti abituali, aumentando così la redditività a lungo termine del tuo e-commerce.

User experience nell'e-commerce: la chiave per fidelizzare i clienti e migliorare le vendite online

La user experience nell'e-commerce

  1. 01

    e-commerce

    Introduzione

    e-commerce

    Un principio ricorre in chi progetta negozi online: l’e-commerce non serve per vendere, ma per far comprare. Proprio per questo motivo un sito ecommerce è caratterizzato dal cosiddetto marketing spinto e nella sua progettazione si deve considerare la customer experience come elemento di particolare importanza per garantire site stickiness, memorabilità, ma soprattutto efficacia, cioè portare all’acquisto. Quando un sito mostra i prodotti può essere di tre tipi: un sito vetrina, un sito ibrido o un sito ecommerce puro.

  2. 02

    brand awareness

    Sito vetrina

    sito vetrina

    Il sito vetrina è utilizzato solitamente da un brand che decide di apparire solo per fare brand awareness (cioè di puntare sulla riconoscibilità del marchio), posizionamento o imitazione del competitor. In questi casi troviamo principalmente immagini emozionali, slideshow fotografici o animazioni. E bisogna porre attenzione ad evitare ambiguità, lavorando nel design e nella comunicazione, senza allusioni che possano far smarrire l’utente indicando presenza di un eshop.

  3. 03

    siti ibridi

    Sito ibrido

    Sito ibrido
    • Per varie motivazioni di business o di marketing possiamo trovarci di fronte anche siti ibridi con una doppia funzione di comunicazione e di marketing. In questo caso è importante evidenziare fin da subito la presenza delle funzionalità di ecommerce in questo modo:
      Predisporre nella homepage una chiara call to action verso lo shop, mostrando in maniera evidente l’icona del carrello (di solito nell’header in alto a destra);
      Costruire link topici che creino il "profumo dell’informazione";
      Far emergere promozioni o lancio di prodotti con collegamento diretto nel cuore dell’ecommerce.
  4. 04

    e-commerce

    Sito e-commerce

    sito e-commerce

    Sono gli e-shop "puri" che nascono con l’unico obiettivo marketing di creare vendita. Chiaramente gli obiettivi di comunicazione, come lo stesso branding, diventano obiettivi secondari. Ma è davvero possibile? L’elemento primario è solo il prodotto, esposto direttamente magari con il prezzo visualizzato in modo da far capire senza ambiguità che siamo in un ecommerce. Da notare che in genere lo stesso menu di navigazione comunica la natura di shop online visualizzando chiaramente le categorie di prodotto in maniera lampante.

    Quando un utente si trova davanti un sito di ecommerce si pone quasi sempre le stesse domande. Quali prodotti posso acquistare? A quanto ammontano le spese di spedizione? Dopo quale cifra la spedizione è gratuita? Quali sono i tempi e le modalità di consegna? Quali le modalità di pagamento? Per rispondere a questi quesiti è bene rispettare poche e semplici regole.

  5. 05

    chiarezza

    E-commerce | Prima regola

    Chiarezza
    È buona cosa mettere in bella vista le spese di spedizione, magari enfatizzando una promo con spese gratuite o scontistiche particolari. Nascondere queste informazioni potrebbe portare effetti negativi in termini di fiducia e credibilità. Mostriamo da subito anche le modalità di pagamento: carte, wallet digitali, bonifico o, per i clienti business, il pagamento alle condizioni concordate. Sapere prima come si pagherà riduce gli abbandoni del carrello.

    Informazioni chiare

  1. 06

    Affidabilità

    E-commerce | Seconda regola

    Affidabilità
    Aggiungiamo evidenti informazioni con le politiche di reso, la possibilità di cambio o restituzione della merce, fatturazione, ecc. La maggior parte di queste informazioni sono obbligatorie per legge, ma il ripeterle consente di rassicurare il consumatore.

    Rassicurare l'utente

  2. 07

    Approfondimento

    E-commerce | Terza regola

    Approfondimento
    È consigliabile costruire una pagina di approfondimento specifica. Si può prevedere una sezione ad esempio che indichi "Come acquistare" in cui suddividere chiaramente contenuti e argomenti per facilitarne la consultazione. Infine prevediamo anche un’area di FAQ in cui magari replicare ancora le informazioni precedenti.

    Approfondimenti e FAQ

  3. 08

    acquisto

    Fasi di acquisto

    fasi di acquisto

    Quando entriamo in un sito di ecommerce di solito lo facciamo perché vogliamo comprare qualcosa, o quantomeno ci stiamo pensando. Le fasi di acquisto presuppongono il passaggio da queste pagine: pagina di categoria, scheda prodotto, carrello e pagina procedura d’acquisto.

  4. 09

    categorie

    Pagina listing (o pagina di categoria)

    categorie prodotti

    Dopo aver creato un’architettura dell’informazione e una navigazione a prova di utente e di spider, ovvero selezionando ed etichettando le categorie e le sottocategorie, in cui devono rientrare i prodotti, in modo da risultare comprensibili per l’utente e utili al posizionamento sui motori di ricerca, è arrivato il momento di fare il passo successivo: ottimizzare la pagina di categoria. La pagina di categoria o pagina di listing è quella pagina che contiene l’elenco di tutti i prodotti (o le sottocategorie di prodotto) appartenenti appunto ad una macro-categoria. Un esempio analogico? La pagina di categoria è come il reparto di un supermercato. Sostanziale di queste pagine è la suddivisione dei prodotti in raggruppamenti significativi per l’utente. Le pagine di categoria sono pagine di passaggio all’interno della customer journey, ovvero il percorso che l’utente compie verso l’acquisto di un bene e/o servizio. Le più usate e diffuse sono per "utenti" e per "argomenti" (corrispondente a per prodotti). Informazioni essenziali in una pagina di listing:

    • Foto: Evitiamo foto multiple in questo momento, rallentano il caricamento e svelano il dettaglio riservato alla pagina di prodotto
    • Nome: Deve indicare la tipologia di prodotto
    • Prezzo: Chi acquista online confronta, e il prezzo è spesso uno dei primi criteri: deve essere esposto in modo evidente. In presenza di promozioni o saldi va mostrato sia il prezzo scontato sia quello pieno; nella vendita ai consumatori, come prezzo precedente si indica il più basso applicato nei 30 giorni prima della riduzione (art. 17-bis del Codice del consumo). Negli e-commerce B2B, dopo l’accesso, si mostra il prezzo netto riservato a quel cliente.
  5. 10

    prodotto

    Scheda prodotto

    scheda prodotto

    La scheda prodotto è una pagina di destinazione. L’obiettivo della scheda prodotto è offrire informazioni dettagliate sulla merce. Più informazioni vengono date meglio è. Per avvicinare l’esperienza di acquisto offline, cioè quella che avviene in un negozio reale, a quella online dobbiamo inserire foto grandi e testi informativi facili da comprendere, esaustivi ed esplicativi.

    • Foto: Le immagini devono essere numerose, di grandi dimensioni e qualità, devono riprendere l’oggetto da angolazioni interessanti
    • Testo: È necessario essere il più esaustivi possibile. Prima di comprare, l’utente ama essere rassicurato e ricevere informazioni abbondanti e dettagliate. Quello che conta, a prescindere dal settore di riferimento, è dare ogni volta evidenza chiarificatrice alle caratteristiche più salienti dell’articolo in questione. Se optiamo per un testo di storytelling, ricordiamo che questo deve essere ben formattato (diviso in paragrafi, con parole in grassetto ed elenchi puntati). Possiamo anche usare le tab (linguette) per separare i contenuti in "capitoli" diversi. Spesso le tab sono una soluzione efficiente, poiché consentono di presentare descrizioni approfondite, senza occupare troppo spazio nella pagina
    • Prezzo: Il prezzo deve essere sempre evidenziato chiaramente, magari a fianco del nome e dell’immagine del prodotto. La formattazione del prezzo deve risultare più grande e con colori evidenti. Può valer la pena, per aumentare la trasparenza, mostrare da subito le spese di spedizione, iva o altro, di modo che sia chiaro il costo totale finale. Eventualmente si può aggiungere un "help contestuale".
    • Cross-selling: La scheda prodotto può rivelarsi il momento giusto per il cross-selling, cioè per aumentare il valore dello scambio mettendo a disposizione prodotti o servizi in qualche modo collegati con la scelta d'acquisto iniziale, rendendola più completa. È possibile attuare cross-selling inserendo il box dei "correlati". E cioè i famosi "Potrebbe interessarti anche…" o "Chi ha acquistato questo ha acquistato anche…".
    • Recensioni: Le recensioni, cioè i pareri di altri utenti che hanno acquistato il prodotto che stiamo visionando, sono fondamentali per accrescere la sensazione di affidabilità e finalizzare l’acquisto. Occhio alle recensioni fasulle, non servono!
    • Wishlist: L’altra componente di interazione da tenere presente nella scheda prodotto è la funzione della cosiddetta "wishlist". La wishlist è particolarmente utile per gli acquisti ricorrenti. L’unico elemento negativo di questa utility è la necessità di registrazione per poter essere usata.
  1. 11

    sicurezza

    Carrello

    carrello e-commerce

    L’inserimento di un articolo nel carrello va comunicato in modo chiaro e visibile. Entra in gioco quando oramai si è decisi ad acquistare. Deve essere chiaro e pulito e deve riportare tutte le informazioni: il nome prodotto; la disponibilità, taglie, colore o altro; il prezzo del prodotto singolo; la quantità; tasto cancella per eliminare un articolo; totale ordine più le spese di spedizione; altre informazioni secondarie, come articoli correlati/complementari e metodi di pagamento. Il carrello svolge la duplice funzione di riepilogo e di trampolino verso la pagina d’acquisto conclusiva. I clienti potrebbero voler essere informati e rassicurati su altre questioni, come i sistemi di sicurezza della transazione, le politiche di reso e di recesso, il ritiro in negozio, le modalità di utilizzo di eventuali codici di sconto e così via.

  2. 12

    checkout

    Pagina pagamento

    fasi di acquisto

    Il grande scoglio! Il primo step della procedura d’acquisto deve essere chiaro, pulita e non deve porre troppi interrogativi.

    • Registrazione alla fine del processo d’acquisto: L’ostacolo iniziale è la richiesta di login o registrazione. È necessario chiedere sempre l’email come primo dato (l’email sarà poi usata come ID). Se l’utente è già cliente, si può chiedere direttamente la password. Evitiamo processi macchinosi che possano irritare l’utente e dissuaderlo dall’acquisto. Evitiamo di proporre il concetto di "registrazione", parliamo piuttosto di dati per la spedizione o per la fatturazione. Diamo la precedenza agli obiettivi di marketing. Permettiamo l’acquisto tramite opzione di guest, chiedendo solo la mail e rimandando la richiesta di registrazione alla fine del processo. A ordine concluso si può proporre di salvare i dati creando un account: il cliente riceve via email un link di attivazione e sceglie da sé la password, oppure accede con un codice o un link temporaneo. Non inviate mai password in chiaro via email: è una pratica insicura.
    • Fasi del checkout: Ciò che conta, a livello di user experience, è che l’utente capisca in ogni momento in che punto del processo si trova, quale passo sta per affrontare e quali sono le azioni che deve portare a termine in ciascuno degli step previsti. Seguendo il suo percorso verso l’acquisto il cliente si troverà di fronte a varie "maschere": maschera di login o acquisto come ospite; inserimento dati di spedizione; inserimento dati di pagamento; conferma ordine effettuato.
    • Wizard: Il wizard indica una procedura informatica, generalmente inglobata in una applicazione più complessa, che permette all'utente di eseguire determinate operazioni (solitamente complesse) tramite una serie di passi successivi. Il termine deriva dalla lingua inglese e significa mago, volendo identificare, appunto come per magia, la semplicità dell'esecuzione della procedura altrimenti molto complessa. I flussi di compiti organizzati in step, sono ottimi sistemi per guidare lo svolgimento di attività. Basta ovviamente non esagerare con il numero delle fasi di processo, non andare mai oltre i quattro-cinque passaggi.
    • Compilazione form: È la pagina dove l’utente inserisce i propri dati. Nel form è importante distinguere chiaramente i campi obbligatori; tenere le etichette fuori dai campi di inserimento; disporre i campi tutti in senso unico verticale; mantenere uno stile minimalista e arioso, lasciando spazio fra i campi in modo da poter visualizzare senza problemi eventuali messaggi di errore o didascalie; prevedere la compilazione automatica per tutti quei campi che lo permettono (date, città, CAP); mappare il più da vicino possibile il formato dei dati, così come appaiono sulle carte di credito, specie il codice di sicurezza.
  3. 13

    acquisto

    Pagina di avvenuto acquisto

    È la pagina più importante e deve avere alcune caratteristiche fondamentali: deve visualizzare l’esito dell'ordine in modo evidente; includere l’informazione sull’invio della mail di notifica e una data prevista di consegna; dare un seguito di possibile navigazione.

    l'esito dell'ordine

User experience e-commerce B2B: che cosa cambia rispetto al B2C

Le regole viste finora valgono soprattutto per chi vende ai consumatori. In un e-commerce B2B l’utente è un professionista: un buyer, un tecnico, il titolare di un’officina, un distributore. Non compra d’impulso, conosce spesso già i codici che gli servono e ordina più volte nel corso dell’anno. La user experience deve quindi fargli risparmiare tempo più che convincerlo.

Prezzi e condizioni riservate

Ogni cliente vede il proprio listino, gli sconti concordati e le sue condizioni di pagamento.

Account aziendali

Più persone della stessa azienda ordinano con ruoli diversi: chi prepara l’ordine e chi lo approva.

Quantità e confezioni

Minimi d’ordine, multipli di imballo e disponibilità a magazzino visibili prima di aggiungere al carrello.

Documenti tecnici

Schede tecniche, schede di sicurezza, certificati e manuali accanto al prodotto, scaricabili senza doverli chiedere.

Ricerca per codice

Il buyer cerca per codice articolo o per codice del costruttore, più che per categoria.

Anche il checkout cambia: niente contrassegno o promozioni a tempo, ma pagamento secondo le condizioni concordate, più indirizzi di consegna, il riferimento d’ordine interno del cliente e la possibilità di trasformare il carrello in una richiesta di offerta quando servono quantità o condizioni particolari.

Listini riservati e area clienti: come progettarli

La prima decisione riguarda che cosa vede chi non ha ancora un account. Mostrare il catalogo a tutti aiuta a farsi trovare su Google e a presentarsi a nuovi clienti; mostrare i prezzi solo dopo l’accesso protegge le condizioni commerciali. Una soluzione frequente è un catalogo pubblico con le schede complete e, al posto del prezzo, un invito chiaro come «Accedi per vedere il tuo prezzo» oppure «Richiedi l’accesso».

La richiesta di accesso va progettata come un piccolo percorso: pochi dati (azienda, partita IVA, settore, referente), un messaggio che indica entro quando arriverà la risposta e una email di conferma con il link di attivazione, da cui l’utente sceglie la propria password. L’approvazione può restare in mano al commerciale di zona, che così sa subito chi si è registrato e può presentarsi.

Dopo l’accesso, il listino deve essere leggibile senza ambiguità: prezzo netto, indicazione chiara dell’IVA esclusa, eventuali scaglioni di quantità in tabella, data di validità quando i prezzi cambiano spesso. Se i prezzi arrivano dal gestionale, devono essere aggiornati: un prezzo diverso da quello in fattura costa più fiducia di un prezzo assente. Gli aspetti tecnici, come l’integrazione con l’ERP e la scelta della piattaforma, sono trattati nella pagina sullo sviluppo di un e-commerce; qui conta che il cliente capisca in ogni momento quale prezzo sta vedendo e perché.

Ordini ricorrenti e riordino rapido

Nel B2B buona parte degli ordini sono riordini degli stessi articoli. Se il sito costringe a ripartire ogni volta dalla homepage, il cliente torna al telefono o all’email. Le funzioni che fanno la differenza sono poche.

  • Riordino dallo storico: un ordine passato si ripete con un clic e si modifica.
  • Ordine rapido per codice: un campo in cui incollare codici e quantità.
  • Caricamento da file: un foglio Excel o CSV trasformato in carrello.
  • Liste salvate: elenchi di articoli per cantiere, reparto o macchina.
  • Ordini programmati: consegne ripetute a scadenza fissa per i consumabili.
  • Stato ordini e documenti: spedizioni, DDT e fatture sempre consultabili.

Immaginiamo un distributore di componenti oleodinamici che serve officine e costruttori di macchine. Un suo cliente ordina ogni mese le stesse guarnizioni e, di tanto in tanto, un ricambio urgente. Con il riordino dallo storico prepara l’ordine mensile in pochi minuti; con la ricerca per codice trova il ricambio senza navigare nel catalogo; dall’area clienti scarica i documenti di trasporto senza scrivere all’amministrazione. Per il distributore significa meno ordini da reinserire a mano e meno errori. Per decidere da quali funzioni partire, conviene chiedere a chi oggi riceve gli ordini quali richieste arrivano più spesso: sono quelle le priorità.

Perché quando diventiamo tutti uguali diventa solo una questione di prezzo! What Studio facciamo la differenza.

Esempi pratici

Lavori collegati

Torna a Web Design

Come lo applichiamo nelle imprese B2B

Evoluzione digitale

Sito, contenuti, campagne e dati funzionano quando sono collegati in un unico ecosistema, misurato sugli obiettivi commerciali.

Il digitale lavora per la vostra impresa?

Parliamone

Privacy Policy | Cookie Policy

^